Pubblicato da: Max Badolati | novembre 15, 2006

Il solito attacco della padania ai napoletani, ma questa volta sono d’accordo

“Quanta ipocrisia. Osanna per Merola? Solo in Italia…”. Questo il titolo di un articolo apparso oggi sulla ‘Padania’.

“Mi levo il cappello di fronte a Toto’, Peppino e ad Eduardo, di fronte a Troisi, ma che certo Mario Merola sia osannato come l’ultimo re di Napoli…”.

l quotidiano della Lega accosta l’artista napoletano allo scrittore Roberto Saviano: “A Saviano i napoletani sputano in faccia, a Merola levano appaluasi: ci sara’ un perchè'”. Per la Padania “Merola e’ stato il cantore popolare di una Napoli che si fa giustizia da sè, che ha bisogno dei coltelli; di una Napoli ammorbata dalla illegalità.
Merola ha celebrato la monnezza di Napoli”.

Mario Merola – scrive ancora ‘La Padania’ – era ‘o core ‘e Napule? Beh, se Napoli si riconosce nelle sceneggiate dello Zappatore allora tanto vale lasciar perdere tutto… Merola colluso con la camorra? Me ne guardo bene dal dirlo, ma non ho dubbi che abbia cantato e sceneggiato psuedo valori comuni a quella cultura”. “Altro che re di Napoli, altro che grandi omaggi!”, conclude la Padania.

Purtroppo forse per la prima volta mi trovate concorde con il giornale della padania, io avrei inoltre citatio l’ipocrisia dei mass media che hanno dato tanto spazio a quelle scene veramente pazzesche del funerale di Mario Merola.

Attenzione, non voglio dire che non siano scene reali, i napoletani sono fatti così, sono persone con un grande cuore e Merola era veramente un mito quì a Napoli, ma quando parlo di ipocrisia faccio riferimento per esempio alla trasmissione “Le Iene” che ieri sera ha mandato in onda una vecchia intervista fatta appunto a Mario Merola ma che probabilmente era stata messa da parte perchè ritenuta (in effetti) poco interessante. Ebbene alla fine dell’intervista dell’intervista si è presentata la solita scena della standing ovation di 3 minuti di applausi dedicati al cantante napoletano, mai visto una scena più falsa.

Noi non vogliamo i falsi interessi nei confronti della città, non vogliamo essere appluditi per la morte di quei cantanti che molto probabilmente nessuno in quello studio conosceva anche perchè, e sfido chiunque a replicare, essendo il pubblico formato per lo più da giovani, mi risulta impossibile credere che a qualcuno potesse piacere realmente quella struggente musica neomelodica tipica di Mario Merola, musica che può piacere o a persone di una certa età, o a persone che hanno vissuto quella musica guardando i film (bellissimi, una specie di documentari di una Napoli di 30, 35 anni fà) di Merola o al massimo ai giovani napoletani.

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Responses

  1. Io credo che, ci piaccia o no, Mario Merola appartiene alla nostra cultura alla cultura del Lazzaroni del Re di cui mi onoro appartenere. Propongo che la Galleria Umberto I, intitolata ad un grande delinquente massacratore della povera gente, sia intitolata a Mario Merola. Cordiali Saluti


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