Pubblicato da: Max Badolati | novembre 6, 2006

Biografia: Rosa Russo Iervolino

Vignetta di Alfio Krancic

Rosa Russo Iervolino è nata il 17 settembre 1936 a Napoli, figlia di Angelo Raffaele Iervolino, ministro nei governi di Alcide de Gasperi, si è laureata in giurisprudenza con una tesi sulla parità di diritti tra lavoratori e lavoratrici, è vedova di un medico docente universitario, ha tre figli Michele, Cristina e Francesca e cinque nipoti.

Specializzata in diritto sindacale e del lavoro e abilitata all’insegnamento di materie giuridiche ed economiche, ha lavorato nell’ Ufficio Studi del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), mentre dal 1969 al 1973 collaborò con l’Ufficio Legislativo del Ministero del Bilancio.

Impegnata politicamente nella Democrazia Cristiana, divenne vice-presidente della Federazione Femminile, con cui lavorò dal 1968 al 1978. Responsabile dei rapporti tra lo Scudo Crociato e la famiglia dal 1974, nel 1979 divenne per la prima volta senatrice.

Presidente della commissione parlamentare di vigilanza RAI dal 1985 al 1987, fu ministro per gli Affari Sociali durante il governo Goria, per poi essere confermata in questa carica anche nei successivi governi guidati da Ciriaco De Mita e Giulio Andreotti.

In queste vesti, si fece promotrice con Bettino Craxi del “Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope”, (art. 118 del DPR 309/90 e Decreto 444/90) che di fatto stabiliva la punibilità dei consumatori di stupefacenti. La legge, cosiddetta Craxi-Iervolino-Vassalli, dai nomi dei primi firmatari, si attirò le critiche degli anti-proibizionisti e venne abrogata con un referendum il 18 aprile del 1993.

Nominata successivamente Ministro della Pubblica Istruzione nel primo governo di Giuliano Amato.
Come ministro dispose il ritiro di un fumetto Anti-Aids di “Lupo Alberto” che informava gli studenti delle scuole superiori sulla modalità di uso del preservativo, suscitando polemiche.

Come presidente della Democrazia Cristiana assisté all’opera di rinnovamento portata avanti dal segretario Mino Martinazzoli che portò alla fondazione del Partito Popolare Italiano. Con le dimissioni di Martinazzoli del marzo 1994, assunse l’incarico, come presidente del Consiglio nazionale, di reggente del partito, nello stesso anno fu rieletta al Senato della Repubblica.

Favorevole all’alleanza del’Ulivo di Romano Prodi, fu eletta alla Camera dei Deputati nel 1996, legislatura in cui divenne durante il governo D’Alema la prima donna della storia d’Italia ad occupare l’incarico di Ministro degli Interni.

Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, nel 2001 viene eletta sindaco di Napoli con il 52,9% dei voti, sostenuta in giunta dai partiti del’Ulivo.

Viene riconfermata sindaco nel 2006 con il 57% delle preferenze contro il candidato del centrodestra Franco Malvano, ex Questore di Napoli.

Ora per concludere questa esperienza mistica accendete le casse del computer, alzate al massimo il volume, cliccate quì…e godete!
Fonti: Wikipedia e Iervolinosindaco.it

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Responses

  1. VERGOGNATI e dimettiti


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